sabato 19 gennaio 2013

Ticino, Tibet and Rock'n roll (29 dicembre 2012)


La storia

Ci chiamavamo Only for Friends. Ed era un nome azzeccatissimo, perché gli unici che venissero consapevolmente a sentirci erano la famiglia, i parenti stretti e pochi amici fidati. Per forza, vista la ricetta dei nostri brani che era semplice ma un po' indigesta: prendi due o tre linee di basso, le suoni alternate fino a schiantare, dai 15 ai 25 minuti, e ci improvvisi sopra a turno con le chitarre, la tastiera e la batteria. Il tutto ben condito da tempi dispari e stop brutali alla che cazzo succede? (li definivamo davvero così). Valeva quasi tutto, tranne il cantare, che era fermamente vietato per motivi quasi religiosi.
Retrovisione
Canale Cavour e Monte Rosa


Il concerto più paradossale l'abbiamo tenuto a Cologno Monzese un pomeriggio di luglio dell'86. Erano le 15, ci saranno stati 50 gradi (il palco non aveva copertura) e giocava l'Italia ai mondiali di calcio. Suonammo per 6 persone: il mixerista, la mia dolce metà e i quattro sfigati del gruppo successivo.

Cesare, il batterista, classe '53, era il leader indiscusso del gruppo e il principale compositore dei brani, che ci faceva ascoltare in anteprima con la sua chitarra classica. Ovviamente per almeno due o tre prove nessuno capiva una fava né del pezzo né di quel che avrebbe dovuto fare. Poi, dai e dai, se ne veniva fuori in qualche modo. Eugenio, il bassista e secondo compositore, era amico di infanzia di Cesare, ed insieme vantavano una serata musicale in cui aveva preso parte anche Alberto Camerini, quello di Rock'n roll robot, (http://www.youtube.com/watch?v=zDzieioM05g) nonché chitarrista nel mitico album Sugo di Eugenio Finardi (http://www.youtube.com/watch?v=mAI_spKLTNk). Poi c'erano Stefano, il chitarrista bravo, Pierantonio allo strombazzometro (tastiere), ed io alla chitarra dissonante (nel senso che prendevo una nota giusta su tre). A incorniciare il poster del gruppo c'erano i titoli dei nostri pezzi. Belli, densi, incomprensibili: Baruffa, Miele, Il diavoletto nella mutanda, Spermatozoo, Tette molli, Limone, Piede di porco, giusto per fare qualche esempio.

Le prove le facevamo alla cascina di Cesare, a Galliate, e io ci andavo per stradine secondarie, tutte in mezzo ai campi, mettendoci il triplo del tempo, ma evitando le incazzature delle code di Corso Trieste. La stessa stradina che oggi è qui, tranciata in due dal doppio bisturi a due lame della TAV e sovrastata da un fuoco artificiale di svincoli e cavalcavia che sembrano spuntati in una notte.
Beatles
Janis Joplin


Ci rimango male, cerco di trovare un varco ma niente: della mia stradina e della mia voglia di pellegrinaggio a quelli della TAV non gliene può fregar di meno e neppure un sottopassaggio piccolo piccolo ci hanno costruito. Barbari.

Pazienza, decidiamo di raggiungere Galliate costeggiando il Canale Cavour, come abbiamo già fatto qualche mese fa (vedi il post: “Le fonti del riso”) per poi proseguire in questo giro che prevede di costeggiare il Ticino lungo le due sponde Piemontese e Lombarda attraversandolo prima al ponte di ferro della strada che porta a Malpensa e al ritorno al ponte di ferro di Turbigo. Sono “solo” 60 km e ci pare giusto iniziare verso mezzogiorno, come nostro solito, visto che le ore di luce pomeridiane sono appena poco più di quattro.

A Galliate, visto che abbiamo appena iniziato e il tempo è poco, decidiamo che è una buona idea fermarci a casa di Cesare per un saluto. Oggi Cesare non suona più la batteria, ma da vero artista ha saputo trasformare le bacchette in pennelli, le pelli in tele e si è messo a dipingere. Soggetti vari, spesso musicali, perché un musicista è tale anche quando dipinge. Al momento sta lavorando a un ritratto dei Beatles, quasi ultimato, mentre noi gli compriamo un bellissimo primo piano di Janis Joplin che devi andarci davvero vicino per capire che è un dipinto e non una foto.
Batteristi grandi e piccini
Finalmente ce la facciamo a partire davvero e ci inoltriamo per stradine divertenti in mezzo ai boschi per guadagnare la sponda del Ticino verso Bellinzago dove facciamo sosta pipì-panino-caffè.
Meraviglie della natura

Traversiamo il fiume, a metà del giro, che sono le tre passate e il sole ci fa bai bai ridacchiando rubicondo della nostra lena. Il momento topico del giro arriva poco prima di Turbigo: un “ponte Tibetano” all'altezza vertiginosa di 8 metri su uno degli affluenti del Ticino. Al Ciccio abbiamo fatto una testa così per tutta la giornata con questo ponte che lui si immagina di trovare pitoni, tigri e coccodrilli affamati pronti a ricevere il malcapitato che si ribalta nell'orrido senza fondo. Quello che ci attende è un ponticello su cavi di acciaio che sorreggerebbero un grattacielo: stretto ma solido come un cavalcavia. Per dare un po' di suspence do qualche scrollone ma con scarsi risultati. E i coccodrilli sono andati tutti a svernare nel Borneo, per cui non ne vediamo nemmeno uno.
Impavidi
I coccodrilli non ci sono più




















L'ultimo tratto prima del ponte di Turbigo è divertente, tutto per sentierini adatti a mountain bike. Verso la fine cerco di dare un senso a quest'avventura ribaltandomi in una buca lasciata da un albero divelto, ma mi impolvero giusto un po' non riuscendo neppure a stortare la ruota anteriore della bici. Torniamo in Piemonte che è praticamente buio e il ritorno a Novara non è altro che una decina di km di statale trafficata e noiosa.
Il sole fa bai bai
Che ne è stato dei mitici Only for friends? Dopo un mitico secondo posto a Ossona rock '90 conquistato con un travolgente Diavoletto nella mutanda siamo naufragati l'anno successivo con Limone, l'unico pezzo mio di tutta la storia del gruppo che ha valso l'eliminazione diretta senza appello. Qualche mese dopo, Cesare ci comunica che noi facessimo quel che volevamo ma lui ci salutava per darsi al jazz e al blues. Lui ha sempre negato, ma io rimango dell'idea che l'onta dell'eliminazione da Ossona rock '91 fu troppa e lo convinse che l'esperienza rockettara era finita per sempre.

Curiosi di sentire che accidenti suonavamo? Beccatevi questo Spermatozoo (vedi sotto...), registrato dal vivo a Novara in Piazza Martiri nel lontano.... boh, e chi se lo ricorda.


La strada

Tragitto: ad anello (Novara, Galliate, Ticino, Ponte di ferro, Ponte Tibetano, Ponte di ferro di Turbigo, Galliate, Novara)
Lunghezza: 52,71 km
Dislivello: 100 m circa
Clicca qui per traccia GPS

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